Guardare altrove

Guardare Altrove nasce dal bisogno di sospendere lo sguardo sulla realtà immediata e ad aprirsi a possibilità inattese. Le opere raccolte in questa galleria esplorano spazi interiori di libertà, immaginazione e trasformazione, mostrando come distogliere lo sguardo possa rivelare nuovi significati. In questo altrove simbolico emergono visioni di leggerezza, desiderio e introspezione, che invitano a percorrere sentieri inattesi dentro sé stessi.

2021

Guardare altrove

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
60×60 cm

Nella scacchiera della vita, una donna spaesata e oppressa fugge dalla quotidianità e dai suoi pensieri intrusivi. Guardando altrove, spinta da un bisogno silenzioso di leggerezza e libertà, scorge altre possibilità: la gioia della danza, la grazia di una barca a vela che si lascia condurre dal vento e dalle onde, la quiete di una vita vissuta all’ombra di un albero in riva al mare. In quelle visioni affiora una possibilità nuova: la scoperta che, a volte, distogliere lo sguardo significa cercare dentro di sé nuove possibilità di significato. Guardare altrove diventa allora un gesto intimo e necessario, un modo per ritrovare un nuovo equilibrio e immaginare un diverso modo di abitare la propria vita.

2021

Non si arrende

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
31×45 cm

La scena ritrae l’apparente leggerezza di una festa tra amici, animata dalla vitalità di un momento condiviso. Sul tavolino restano però alcuni segni silenziosi: una bottiglia, un bicchiere rovesciato, una sedia vuota. Tracce discrete di una presenza che ha scelto di allontanarsi. Il suo gesto non è fuga, ma consapevolezza. In quel distacco emerge il valore più profondo dell’amicizia: non solo nell’euforia della condivisione, ma nella capacità di riconoscere sé stessi attraverso la relazione con l’altro. L’opera suggerisce così che l’amicizia autentica non trattiene, ma accompagna e lascia spazio alla crescita. Anche quando qualcuno si allontana, il legame non si spezza: continua a vivere nella memoria emotiva del momento condiviso.

2021

Invisibile

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
31×45 cm

Lì, da qualche parte nel mondo, c’è la tua casa, al momento invisibile. Non è ancora un luogo reale, ma una presenza silenziosa che prende forma nell’immaginazione. Al suo interno pochi oggetti essenziali: una lampada retrò diffonde una luce radente che favorisce la concentrazione di pensieri positivi; un solido e capiente comodino custodisce ciò che alimenta la ricerca creativa; una grande vetrata da cui osservare, con sguardo sognante, un panorama incantato.

L’opera evoca così uno spazio intimo e possibile, sospeso tra desiderio e visione. Uno spazio intangibile ma sacro, che esiste già come promessa: la casa in cui pensieri, sogni e creatività potranno finalmente trovare dimora.

2021

Eri

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
31×39 cm

Quando il legame affettivo finisce di lei nessun ricordo, nessuna memoria e soprattutto nessuna nostalgia. La consapevolezza non lascia spazio alla capacità di rievocare immagini mentali, come ad esempio la forma del viso e dei relativi caratteri. Nulla rimane, solo un flebile passo fra tanti.

2022

Sapeva

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
41×52 cm

Alcune persone si accalcano per apprendere la notizia di un grave fatto accaduto. Come spesso accade, irrispettosi gli uni degli altri, si spingono, si strattonano mentre ormai la reazione eccessiva di alcuni sfugge di mano. Una battaglia all’ultimo sangue incomprensibile, dove ognuno ha come obiettivo quello d’infliggere all’altro l’ultimo colpo, quello mortale. Ma la notizia si sapeva, già si era diffusa. L’accaduto soltanto un pretesto per osservare l’irrazionalità miserevole dell’essere umano.

2022

Molto di Più

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
39×45 cm

Una donna raffinata ed elegante domina la scena. I capelli raccolti in uno chignon sulla nuca e l’abito scollato ne esaltano la grazia e la naturale sicurezza. La sua figura si armonizza con gli elementi classici sullo sfondo: decorazioni architettoniche che richiamano equilibrio e misura, quasi a incorniciare la sua presenza. Eppure, dietro questa compostezza formale, affiora però una lieve dissonanza interiore. Lo sguardo tradisce un pensiero insistente, l’attesa silenziosa di qualcosa che ancora non si compie. L’opera suggerisce così uno scarto sottile tra apparenza e desiderio: in quell’eleganza perfettamente accordata alla classicità dello spazio emerge la consapevolezza che la realtà, pur armoniosa, non sia ancora abbastanza. Lei si aspetta molto di più. 

2026

Coraggiosi nella Savana

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
47×35 cm

L’opera evoca con forza la lotta per la sopravvivenza in contesti sociali ostili, dove le dinamiche relazionali si trasformano in un terreno spietato dominato dalla legge del più forte. I “predatori” diventano figure simboliche di individui senza scrupoli, mossi da un desiderio insaziabile di successo e potere, pronti a sacrificare ogni principio pur di emergere. In questo scenario competitivo e talvolta cinicamente egoista, emerge la figura dell’individuo coraggioso: colui che, pur esposto al pericolo e alla vulnerabilità, sceglie di preservare la propria integrità e la propria etica. L’opera sembra così interrogare lo spettatore sul valore della coerenza morale in un mondo che premia la sopraffazione.

2026

Due Destini

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
60×60 cm

L’opera invita l’osservatore a riflettere sul rapporto tra interiorità, scelta e consapevolezza, proponendo il destino non come fatalità ma come costruzione personale. Il titolo Due Destini richiama la tensione tra ciò che viene subito e ciò che può essere scelto attraverso responsabilità e libertà interiore. Essere artefici della propria vita significa accettare l’incertezza e compiere scelte autentiche, riconoscendo che il destino si forma nel tempo attraverso decisioni, esperienze e nuove consapevolezze. L’opera suggerisce quindi una visione attiva dell’esistenza: il destino nasce dal dialogo continuo tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di diventare, invitando a guardare oltre l’apparenza per ritrovare dentro di sé la direzione del proprio cammino.

2021

Palcoscenico

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
54×74 cm

Nel silenzio di un palcoscenico privo di figure, l’assenza si fa presenza attiva. Il personaggio non appare, ma si intuisce: evocato dagli spazi, suggerito dalle tracce, custodito in ciò che resta. L’opera sottrae la figura per lasciare emergere una dimensione più intima e universale. In questa sospensione, il rapporto tra presenza e assenza si ribalta: ciò che manca diventa protagonista, e il personaggio si dissolve per moltiplicarsi in possibilità invisibili. Il palcoscenico non è più luogo di azione, ma spazio di attesa e di immaginazione, dove l’identità non si mostra, ma si costruisce nello sguardo di chi osserva.

2026

Due Destini

Artista:
Tecnica:
Dimensioni:

Amalia Cavallaro
PsicoStrappage
60×60 cm

L’opera invita l’osservatore a riflettere sul rapporto tra interiorità, scelta e consapevolezza, proponendo il destino non come fatalità ma come costruzione personale. Il titolo Due Destini richiama la tensione tra ciò che viene subito e ciò che può essere scelto attraverso responsabilità e libertà interiore. Essere artefici della propria vita significa accettare l’incertezza e compiere scelte autentiche, riconoscendo che il destino si forma nel tempo attraverso decisioni, esperienze e nuove consapevolezze. L’opera suggerisce quindi una visione attiva dell’esistenza: il destino nasce dal dialogo continuo tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di diventare, invitando a guardare oltre l’apparenza per ritrovare dentro di sé la direzione del proprio cammino.